Google plus

Google Plus è indispensabile per il web marketing e la SEO

I social network si sono evoluti negli ultimi anni, da semplici archivi di dati personali con la principale funzione di contatto personale con amici, si sono integrati sempre più con il tessuto di internet; ora non c’è pagina che non abbia un pulsante di condivisione, il login attraverso essi, risultati di ricerca che filtrino attraverso i vostri interessi manifestati precedentemente e dispositivi mobili predisposti alla condivisione, localizzazione e ricerca. Di fatto si sono evoluti per diventare un insieme di strumenti e tecnologie che collegano un web sempre più multi-piattaforma, confondendo i confini tra le nostre vite reali e quelle digitali.

Non ci meraviglia quindi che Google + abbia fatto registrare di recente il sorpasso di Twitter nella corsa al social network più utilizzato piazzandosi al secondo posto dietro Facebook. Google come detentore del migliore motore di ricerca, la mail più utilizzata del pianeta e YouTube, il social network è stato un passaggio obbligato e dal successo assicurato.

Quello che distingue Google + da Facebook e Twitter è l’ormai certa influenza nei risultati (SERP) delle ricerche organiche attraverso la somma di una serie di fattori che indicano la popolarità e il livello di engagement di un autore sul web, alcuni di questi sono:




  1. Livello di engagement sul profilo Google Plus
  2. Numero di +1 e condivisioni per ogni post/articolo pubblicato dall’autore
  3. Numero di cerchie Google+ in cui l’autore è inserito
  4. Frequenza di pubblicazione presso i Blog
  5. Authority dei siti presso i quali l’autore scrive
  6. Numero di commenti per post

L’intenzione di Google sembrerebbe tutta incentrata nel togliere peso ai siti per darlo agli autori, che ne decreteranno il successo essendo essi stessi portatori e garanti di qualità e sicuro engagement.

Già ora si notano i primi segnali da parte di grossi portali e aziende (anche in Italia) che per i loro blog “assumono” autori di sicuro successo per innalzare il proprio trust agli occhi dell’algoritmo. Una tendenza che produrrà benefici sia a Google che a noi stessi, l’intelligenza collettiva che approverà o meno gli articoli più interessanti sarà garanzia di qualità e di proficue ricerche a discapito dei contenuti spazzatura a basso costo, il web ne è pieno ed è ora di fare le pulizie di primavera.




Fonte: www.skande.com di Riccardo Scandellari

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