Come iscriversi a Facebook come azienda

Sei titolare di un’azienda, vorresti promuovere la tua attività su Facebook ma non sai come registrarti al social network creando un profilo professionale? Allora credo che tu sia capitato proprio nel posto giusto al momento giusto.

Con la guida di oggi, vedremo infatti come iscriversi a Facebook come azienda creando una pagina per promuovere le attività professionali online. La procedura è molto semplice da portare a termine e richiede pochissimo tempo. Cominciamo subito.

Se vuoi scoprire come iscriversi a Facebook come azienda, il primo passo che devi compiere è collegarti a questa pagina del social network e creare la pagina dedicata alla tua società. Clicca quindi sull’icona Azienda, organizzazione o istituzione, seleziona la voce Azienda dal menu a tendina che compare e digita il nome della società nel campo Nome azienda.

Accetta le condizioni di utilizzo del social network, mettendo il segno di spunta accanto alla voce Accetto le Condizioni d’uso delle Pagine Facebook, e fai click sul pulsante Primi passi per confermare la creazione della pagina.

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Nella pagina che si apre, clicca sul collegamento Crea un nuovo account di commercio e compila il modulo che ti viene proposto digitando il tuo indirizzo email aziendale nell’apposito campo di testo e scegliendo una password per accedere a Facebook.

Specifica dunque la tua data di nascita attraverso gli appositi menu a tendina, riporta il codice di sicurezza (captcha) nel campo Inserisci qui il testo e metti il segno di spunta accanto alla voce Ho letto e accetto le Condizioni d’uso e la Normativa sulla privacy. Infine, clicca sul pulsante iscriviti ora e così completerai la procedura per iscriversi a Facebook come azienda.

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Ora, devi accedere alla tua casella di posta elettronica e cliccare sul link di conferma contenuto nel messaggio ricevuto da Facebook. In questo modo convaliderai il tuo account e potrai completare la procedura di creazione della tua pagina. Dovrai inserire una descrizione della tua attività, scegliere un’immagine di profilo e promuovere la pagina.

Perfetto! Adesso hai un account e una pagina aziendale su Facebook utili a promuovere la tua attività su Internet. Per sapere altro dai un’occhiata alla pagina ufficiale di Facebook dedicata a questo argomento.




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La SEO è la salvezza di Google

Si avete letto bene, se non esistesse la SEO Google sarebbe veramente rovinato ed ora vi spiego il mio punto di vista a riguardo, il concetto è semplice e voglio esporlo come se stessi facendo una chiacchierata con un amico che vuole capirci qualcosa di motori di ricerca.

D: Se scrivo il miglior contenuto in assoluto riguardo un qualsiasi settore, andro a finire in prima pagina su Google?
R: Assolutamente NO, in un mondo ideale probabilmente si ma Google non è assolutamente in grado di capire che il tuo contenuto sia meglio di un altro. Con gli algoritmi semantici può al massimo capire che tu stia realmente parlando di quell’argomento ma di certo non che il contenuto sia di qualità superiore.

D: Quindi Google non mostra i contenuti migliori in prima pagina?
R: No, per niente mostra i contenuti di cui è sicuro che siano a tema e sopratutto quelli che sono stati scritti su siti web di cui ha fiducia.

D: Beh allora dovrebbero sempre uscire nei risultati siti web come Wikipedia o i grandi Brand e testate giornalistiche…
R: In effetti è esattamente così, ti sembrerà strano ma Google non è così intelligente da spazio ai siti di cui si fida perchè non è in grado di osare, non può dar spazio a te pincopallino quando un sito come Wikipedia tratta il tuo stesso argomento, per lui è più sicuro far uscire Wikipedia no?

D: Allora se domani mattina creo un sito web sono praticamente spacciato?
R: Se non fai in modo di guadagnarti la fiducia di Google stai certo che non farai mai e poi mai visite.




D: Scusa ma perchè dovrei essere spacciato? Io posso produrre contenuti di qualità uguale o superiore a quella di tanti altri siti famosi!
R: Sei spacciato perchè, come ti ho detto prima, Google non sa capirlo, un essere umano si ma Google proprio no.

D: Si ma scusa, ci sarà o no un modo per far capire a sto cavolo di Google che c’è del buono anche in siti minori?
R: Certo che c’è, la SEO e la Link Building

D: Come? Ma queste cose non sono viste con sospetto da Google? Io so che se fai link building potresti anche essere punito.
R: Questo è il grande paradosso, Google non ci capisce un cavolo da solo, ha bisogno di essere imboccato come un bambino ma se si rende conto che lo stai imboccando si incazza come una iena e ti fa del male. Se non ci fosse la SEO Google si limiterebbe a mostrare i risultati dei pochi siti fidati di settore quando hanno contenuti pertinenti e prendere decisioni da solo soltanto quando non c’è nessun “big” da anteporre agli altri.

D: Mah mi sembra veramente una porcata ma come si fa a mettersi alla pari con i Big?
R: Creando contenuti di qualità e facendo link building per ottenere traffico e sopratutto per far crescere il trust del sito web. Un link è un po come un voto, più ne hai più sei (o sembri) popolare ma bisogna stare attenti, Google ha gli occhi puntati su chi riceve link, bisogna fare in modo che non sembrino finti e sopratutto che il loro numero non risulti anomalo per quello che rappresenti sul web. Se il tuo sito lo vedono 3 persone al giorno ma ricevi 4 link al giorno sarebbe strano no?

 D: Quindi in fin dei conti mi stai dicendo che:

  1. Google non da nessuna chance ai siti nuovi anche se la qualità è alta
  2. Mostra sempre gli stessi siti fidati nei risultati di ricerca
  3. Per rendere visibile un sito web nuovo devi fare di tutto per farlo notare da Google
  4. Se Google alla fine lo nota rischi anche di essere punito perchè ti sei vuluto far vedere con troppa insistenza
  5. Se entri nelle grazie di Google puoi scrivere anche cazzate di poco conto ed avrai la meglio sugli altri

Sei proprio sicuro di quello che dici?
R: Assolutamente si, è perfettamente così, sembravi un amico stupido come Google invece mi hai sorpreso, sei perspicace.

Google ha bisogno della SEO

Questa finta chiacchierata riassume esattamente quello che penso, ossia che Google non sia in grado di premiare i siti web di qualità e sopratutto che sia la causa principale per cui molti facciano spam di vario tipo pur di emergere in un sistema malato in cui Google mostra sempre e solo quei pochi siti web di cui si fida. Google sta facendo passi avanti, è il miglior motore di ricerca ma è veramente molto lontano dall’essere un motore intelligente, lavora sui testi, con la semantica valuta la rilevanza di un testo per una determinata parola chiave ma la qualità dei contenuti non è arte sua, non può assolutamente capire se un contenuto sia buono o meno.

La qualità Google può “pesarla” solo a livello di sito web , a livello di “fonte della notizia” quindi se due siti web scriveranno un articolo che parli esattamente della stessa cosa ai primi posti ci andrà senza alcuna ombra di dubbio il sito web di cui Google si fida di più e non il sito web con il contenuto migliore.

Google prova a capire se un testo sia migliore di un altro, ho fatto vari esperimenti e posso darvi qualche linea guida:

  1. I contenuti più lunghi piacciono di più a Google
  2. I contenuti con più approfondimenti (paragrafi con titolo ecc..) piacciono di più
  3. I contenuti con linking interna agli approfondimento (link su #id) sono preferiti
  4. I contenuti ricchi di immagini e link di approfondimento piacciono di più, non preoccupatevi di linkare in uscita se serve

Ad oggi l’unico modo per Google di stabilire il rapporto di fiducia con un sito web sono i link in entrata. Un profilo backlink pulito, di peso e di qualità certa può fare la differenza e farvi prevalere su qualsiasi competitor.

Questo comportamento di Google l’ho notato da quando è stato lanciato hummingbird, algoritmo nuovo e necessità di non fare figuracce quindi si sfrutta in maniera eccessiva il trust verso pochi siti di ogni settore, vi faccio alcuni esempi:

  • Settore Food, esce sempre Giallozafferano ai primissimi posti. Ma secondo voi, qualsiasi ricetta cerchiate, la migliore è sempre quella di Giallozafferano? Ovviamente no, ce ne sono sicuramente di migliori ma per Google è più comodo e sicuro mostrare quei risultati piuttosto che rischiare con i più piccoli.
  • Settore SEO, ultimamente esce sempre seoblog.giorgiotave.it prima di chiunque altro scriva argomenti simili. Anche questo è dovuto alla fiducia di Google verso il dominio giorgiotave.it e di certo non ai contenuti scritti che magari saranno buoni ma non sempre i migliori.
  • Settore Tecnologia, anche in questo caso ultimamente esce ovunque aranzulla.tecnologia.virgilio.it per qualsiasi cosa computer related cerchiate. Secondo voi ogni articolo scritto da Salvatore Aranzulla è di qualità superiore a quello di altri? Anche in questo caso la risposta è NO, il motivo è il dominio virgilio.it senza nulla togliere all’autore.
  • Settore Hotel, inutile dirlo, escono sempre i soliti 4 o 5 qualsiasi cosa cerchiate, hanno in contenuti o le offerte migliori di altri? No di certo, sono solo più affidabili per Google.

Conclusione

Google ha bisogno della SEO, senza un aiuto i suoi risultati di ricerca sarebbero sempre identici e spesso e volentieri di scarsa qualità. Chi ha contenuti di qualità deve assolutamente fare SEO e Link Building per ottenere quello che merita altrimenti rimarrà nell’ombra per sempre. Google non lo ammetterà mai ma solo grazie alla SEO potrà scoprire nuovi siti Big di cui fidarsi e da mettere tra i “preferiti” nella generazione delle SERP.

Google senza la SEO non potrebbe offrire alcuna opportunità ai siti web emergenti.




Fonte: www.ivanodibiasi.com

Vuoi più traffico sul sito? Facebook è quello che fa per te

Lo dimostra l’ultima ricerca effettuata da Shareaholic: il nuovo Social Media Traffic Report conferma che il social network capace di veicolare più traffico al sito web di ogni utente è sempre e solo Facebook.

La stima, ottenuta grazie ad una attentissima e precisissima analisi durata circa 13 mesi e basata sui dati raccolti da più di 200.000 editori e 250.000 utenti unici mensili, dimostra che il social network più importante per le aziende rimane ancora Facebook.

Dopo aver, infatti, indagato i risultati degli 8 principali social network utilizzati dalle imprese di tutto il mondo è apparso che Facebook non cede il passo a nessun concorrente, dimostrando nuovamente di essere in grado di garantire risultati ottimali (e di gran lunga superiori rispetto ai propri competitors) a tutti coloro che scelgono di utilizzarlo per aumentare le visite del proprio sito web.




Il traffico che Facebook è mediamente in grado di convogliare ai vari siti internet si aggira attorno all’ 8,11% superando largamente quello ottenuto attraverso altri social, ritenuti comunque molto importanti in termini di visite, come Pinterest (3,24%) e Twitter(1,17%).

Raggiungendo e superando complessivamente il 15% di traffico traghettato verso i siti web, questi tre social network si distanziano ampiamente da tutti gli altri, specialmente se si considera che la ricerca dimostra anche che i dati ad essi relativi sono cresciuti più del doppio rispetto agli stessi dati degli anni precedenti.

Alla luce di queste importanti osservazioni, le informazioni relative agli altri social di spicco all’interno del panorama dei nuovi media sono quanto mai deludenti. Specialmente quelle offerte da LinkedinYoutube e, in particolar modo da Google +.

Sebbene, infatti, i primi due siano in netto distacco rispetto al capofila Facebook dimostrano, se non altro, di essere in forte ascesa rispetto agli anni precedenti, il social di Mountain View, nato proprio con l’intento di aumentare il traffico dei siti web e di potenziarne la visibilità mediante la creazione di un canale social targato Big G, continua a dimostrarsi non sufficientemente competitivo e incapace di portare i risultati promessi.

Per quanto vi riguarda, dopo avere letto questi dati (senza dimenticare che ogni sito rappresenta un caso unico e inimitabile), siete d’accordo con le affermazioni riportate o la vostra esperienza personale contraddice i risultati della ricerca? Fatecelo sapere!




Fonte: www.1stonthenet.info